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Indie beauty: come i piccoli brand competono con le multinazionali

Lo chiamano “indie-beauty” ed è il fenomeno attualissimo che vede le aziende di cosmesi più piccole, con sedi nei posti più disparati del mondo, fare seria concorrenza alle grandi major del make up e personal care.

Questi nuovi piccoli marchi, che ormai proliferano, scelgono un modello produttivo artigianale invece che industriale e si differenziano per materiali e stili, puntando su packaging innovativi, sottraendo segmenti di mercato a grandi marchi che un tempo si dividevano il monopolio su scala mondiale.

Come si spiega questo fenomeno?
Come fanno queste piccole marche del mondo beauty e make up a entrare a gamba tesa sul mercato globale e, soprattutto, nel cuore di consumatici e consumatori di tutto il mondo?

Ecco alcune spiegazioni.

Sponsorizzazioni targettizzate sui social

C’erano una volta i 6×3 in strada.
C’erano una volta le pagine pubblicitarie su Vague e i publiredazionali sui giornali cartacei di diversa tiratura.
C’erano, ci sono ancora, certo, ma da un punto di vista commerciale questo è paleolitico, perché oggi la pubblicità passa dai canali social dai blog in modo più diretto e, soprattutto, più economico.

Per quanto un’azienda di beauty e make up possa essere piccola, se ha al suo interno qualcuno che conosce bene il web marketing moderno ha tutte le possibilità per iniziare a fare concorrenza ai grandi brand.
Infatti oggi le sponsorizzazioni sui social sono targettizzate e tanto più si è precisi nella definizione della propria nicchia di mercato tanto più si è in grado di farsi conoscere in tutto il mondo. Questo, fino a qualche anno fa, era completamente fuori dalla portata di piccoli brand con poche disponibilità economiche, per le quali farsi pubblicità era davvero difficile e troppo dispendioso.

L’importanza della logistica e spedizioni

Altra cosa importante per i piccoli marchi, soprattutto se si fanno pubblicità on line e cercano utenti sparsi per il mondo, è rivolgersi a sistemi di spedizioni che siano davvero efficienti, puntuali e affidabili.
Possiamo dire che più il brand è “piccolo”, più deve essere grande, capillare e affidabile la ditta e il sistema di spedizioni cui ci si rivolge.

Infatti con gli acquisti on line, l’esperienza di acquisto è del tutto cambiata rispetto a quella di un punto vendita normale, e l’efficienza e la velocità della spedizione decreta l’indice di ritorno di un utente sullo store online e la raccomandazione ad altri clienti, quindi la vita stessa del brand. 

La puntualità e l’efficienza della spedizione diventano ancora più importanti per i piccoli e-commerce che non hanno la possibilità economica di proporre spedizione gratuita e, eventualmente, il reso gratuito.

Molti non hanno la forza contrattuale per negoziare con spedizionieri nazionali e internazionali. ma esistono piattaforme intermediarie come Packlink.it che consentono ai piccoli brand di scegliere online il corriere più conveniente considerando le dimensioni e l’area geografica della spedizione.

Quindi in caso di una spedizione nazionale, potreste visitare la pagina bartolini spedizioni di Packlink e scegliere il corriere BRT, partner logistico molto apprezzato principalmente per la sua puntualità e capillare diffusione sul territorio.

Il potere (spesso sottovalutato) dei micro-influencer

Se i grandi marchi corteggiano a suon di pacchi regalo e contratti commerciali importanti agli influencer da milioni di follower, i piccoli brand collaborano e creano sodalizi genuini con i micro influencer.
Ma chi sono i micro influencer? Si tratta di blogger o instagrammer i cui follower sono al di sotto del 100k ma che hanno alti livelli di engagement, risultando credibili agli occhi delle persone che li seguono.

I piccoli brand di beauty e i micro influencer spesso stringono accordi basati sulla reciproca stima ed etica, e non solo sui numeri e questo, l’attuale e sempre più esperto pubblico social, lo capisce bene.

Differenziazione del prodotto

Questo aspetto lo abbiamo messo alla fine ma sappiamo tutti bene che è il punto numero uno che porta molti piccoli brand di beauty e personal care a fare la differenza e togliere un segmento di mercato alle grandi multinazionali.

La produzione artigianale, biologico, la scelta di materiale cruelty free, il puntare su un’etica produttiva e la possibilità tutta moderna di poterlo raccontare sui propri canali social (cioè, fare un buon storytelling aziendale) aiuta gli utenti a sentirsi unici, perché acquistano prodotti unici. Sentirsi migliori, perché acquistano prodotti migliori.

Se il mercato globale ha portato per lo più omologazione, la controtendenza attuale è la diversificazione.

E tu, come scegli i tuoi prodotti beauty? Hai mai dato un’opportunità ad un piccolo brand sconosciuto?


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